La talpa

In genere, identifichiamo come talpa quel simpatico animaletto la cui presenza percepiamo solo attraverso i piccoli cumuli di terra smossa, senza sapere (… e forse nemmeno ci interessa!) che in Italia vivono ben tre specie. Si tratta di un animaletto che abbiamo conosciuto dai libri di scuola, simpatico e carino almeno fino a quando si limita a frugare sotto il prato del vicino: appena inizia la sua attività anche da noi … la simpatia che proviamo nei suoi confronti inizia a vacillare.

In queste pagine troverete alcune informazioni circa la sistematica, la biologia e l’etologia delle specie presenti in Italia.

LE TALPE ITALIANE

Le talpe sono Mammiferi appartenenti alla famiglia Talpidae, sottofamiglia  Talpinae, tribù Talpini, genere Talpa.

La famiglia Talpidae ha avuto origine in Europa, nel tardo Eocene (circa 45 mln di anni fa); nell’Oligocene (40 mln di anni fa) erano già presenti le linee attuali.

Il genere Talpa è presente in Italia con tre specie:

Talpa caeca    Talpa europaea    Talpa romana

Le talpe sono animali solitari legati permanentemente all’ambiente sotterraneo per tutta la loro vita, da cui si allontanano solo in situazioni particolari come, ad es., in caso di inondazioni o nella fase di dispersione giovanile (che sembra interessare particolarmente i giovani maschi). Le talpe sono animali fortemente territoriali: difendono attivamente i confini sia attraverso una quotidiana perlustrazione delle gallerie periferiche sia marcando le stesse con secrezioni odorose prodotte da particolari ghiandole anali.

I territori delle talpe hanno estensioni molto variabili che sembrano non essere correlate alle dimensioni degli individui ma al sesso (maggiori per i maschi), alla stagione o al tipo di ambiente; quelli delle femmine tendono a rimanere costanti nel tempo mentre quelli dei maschi si ampliano notevolmente durante il periodo riproduttivo.

All’interno del territorio della talpa, vi sono aree che vengono intensamente sfruttate per la ricerca del cibo.

Nell’arco delle 24 ore giornaliere, la talpa alterna periodi di riposo a periodi di attività di 3-4 ore ciascuno, con presenza più marcata nelle ore diurne, in special modo nella prima mattinata e nel tardo pomeriggio: ciò pare essere legato all’attività delle prede ed in particolare degli Oligocheti (che compongono, in genere, la maggior percentuale della dieta).

L’attività frenetica è dovuta al fatto che le talpe non accumulano energia sotto forma di grasso, pertanto non vanno in letargo nel periodo freddo e sono costrette alla costante ricerca di cibo, consumandone giornalmente oltre il 50% del proprio peso.

Le femmine raggiungono la maturità intorno all’anno di età. L’estro dura 24-36 ore, quindi avviene l’ovulazione.

L’accoppiamento è di breve durata.

La femmina, dopo una gestazione di circa quattro settimane, partorisce da sola in un nido situato nel suo territorio dando alla luce da 2 a 8 cuccioli (solitamente 4).

Il nido viene costruito perifericamente rispetto al territorio, sulla congiunzione di gallerie sia superficiali sia più profonde; è di forma sferica, composto da fili di erba ed altro materiale che la talpa raccoglie in superficie.

La crescita dei piccoli è assai veloce: dai circa 3,5 grammi di peso alla nascita, in circa tre settimane possono pesare 70 grammi!  Un maschio adulto di Talpa romana, può raggiungere i 140 grammi.

A circa un mese di età, i cuccioli iniziano ad uscire dal nido restando però nel territorio materno fino a circa due mesi e mezzo (i dati circa la dispersione sono contrastanti).

Pochi individui supereranno i 4 anni di età mentre la durata media della vita è di uno-due anni.


FonteAmori G., Contoli L. & Nappi A. (a cura di), 2008. Mammalia II. Erinaceomorpha, Soricomorpha, Lagomorpha, Rodentia. Collana “Fauna d’Italia”. Vol. XLIV. Calderini, Bologna.